Come sopravivvere a un Hackathon programmando

Esco in questi giorni da un Hackathon organizzato dalla regione Veneto (quiinfo), portando a casa con la mia squadra un felice e molto sudato terzo posto. Si ok abbiamo programmato in modo continuo per 24 ore ma seguendo poche regole capite successivamente dopo aver recuperto le ore di sonno.

 

Partiamo dalle basi: l’hackathon solitamente sono 24 ore continue di programmazione, in cui bisogna produrre un programma “pronto” per la presentazione. Di conseguenza bisogna partire con:

  • Un buon portatile, configurato con i pacchetti di base per la programmazione. In base all’hackathon ci possono essere delle specifiche per le piattaforme per cui sviluppare per cui controllare sempre il regolamento
  • Alimentatori, prese multiple e alimentatori vari. Essenziali per far durare la tecnologia le 24 ore necessarie per l’hackathon.
  • Un buon riposo. Per partecipare e pensare di essere produttivi a questi eventi è necessario avere una buona notte di riposo alle spalle per poter durare il più possibile durante le 24 ore successive
  • Avere un buon team, equilibrato. La cosa importante è che il team sia a conoscenza dei propri limiti e delle poche carenze e miri a utilizzare ipunti di forza presenti.
  • Conoscere i propri limiti fisici. Sapere quando ormai non stai più programmando ma solo danneggiando la squadra ed è meglio farsi un pisolino o quattro passi al chiaro di luna.

Questo è il necessario pre gara. Io mi sono presentato a questo hackathon senza team ma devo ringraziare qualche buona stella che mi ha fatto trovare questo splendido team che mi ha permesso di arrivare al terzo posto.

Passiamo quindi a cosa si fa in gara:

  • Trovare una idea entro la prima ora. Essenziale per non perdere tempo e poter cercare quello che serve e vedere se esistono progetti simili da cui carpire pregi e difetti.
  • Definire le tecnologie da usare subito. In questo modo si riduce il tempo perso in discussioni inutili (tipo preferisco questo framework a quello) e ci si dedica subito allo sviluppo.

  • Assumere teina/caffeina al giusto ritmo per rimanere svegli. Questo ti permetterà di reggere più a lungo anche se poi lo sentirai tutto sulla tua pelle finito l’evento

  • Cercare che il team non perda il ritmo. L’importante è che il progetto non si fermi. Sempre avanzare e portare avanti quanto prefissato.
  • Dividersi i compiti. Appena si finisce qualcosa si chiede cosa manca da fare al resto del team. Puo’ sembrare una cosa stupida ma così si ha sempre il polso della situazione su cosa manca da fare e cosa è già stato fatto
  • Tenere le ultime 4-5 ore per debug e bugfix. Le ultime ore sono le più dure da rimanere svegli per cui è bene sistemare solo le ultime cose invece di implementare interamente nuove funzionalità. Meglio quindi aver tutto già strutturato e sistemare i dettagli

Così è come ho vissuto il mio primo (e non ultimo) hackathon e lo reputo una delle più belle esperienze mai fatte. Lo consiglio a qualunque programmatore che vuole provare a mettersi in gioco e lanciarsi in una corsa contro il tempo per realizzare un piccolo progetto e divertirsi.

In ogni caso, il giorno dopo l’hackathon è perso causa recupero delle ore di sonno della gara

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